SALUTE & SICUREZZA SUL LAVORO Scalo aereo “Falcone Borsellino”: violate le pause per chi lavora ai videoterminali
La UIL Polizia Palermo ha formalmente denunciato la mancata applicazione dell’art. 175 del D.Lgs. 81/2008 per il personale impiegato nei controlli di frontiera.
La situazione
Gli operatori di polizia addetti ai controlli di frontiera presso l’aeroporto palermitano sono costretti a lavorare per ore consecutive davanti agli schermi, senza le pause previste dalla legge. Una situazione che la nostra organizzazione sindacale non può più ignorare.
La segnalazione ufficiale
In data 9 aprile 2026, la Segreteria Provinciale UIL Polizia di Palermo ha inviato una nota formale al Dirigente della Polizia di Frontiera dello Scalo Aereo “Falcone Borsellino” e, per conoscenza, al Direttore della 7^ Zona Polizia Frontiera Sicilia.
Oggetto della comunicazione: la mancata previsione e organizzazione di adeguate pause per gli operatori impiegati in modo continuativo all’uso di videoterminali durante i controlli di frontiera. Una violazione che appare in contrasto diretto con il quadro normativo vigente in materia di tutela della salute e sicurezza dei lavoratori.
Cosa dice la legge
D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 — Titolo VII, art. 175
Il lavoratore addetto ad attività con uso continuativo di videoterminali ha diritto a un’interruzione dell’attività mediante pause o cambiamento di attività, con modalità definite dalla contrattazione collettiva o, in assenza, tali da garantire un adeguato recupero psicofisico. La norma prevede, in via generale, una pausa di almeno 15 minuti ogni 120 minuti di applicazione continuativa al videoterminale.
Una norma chiara, cogente e non derogabile unilateralmente dal datore di lavoro. Eppure, nel contesto operativo dei controlli di frontiera, risulta sistematicamente disattesa.
I rischi per la salute del personale
Lavorare per periodi prolungati davanti a uno schermo senza adeguate interruzioni espone gli operatori a conseguenze concrete e documentate:
- Affaticamento visivo e mentale, con deterioramento progressivo della capacità visiva
- Sovraccarico biomeccanico e posturale con rischi muscolo-scheletrici
- Riduzione dei livelli di attenzione e vigilanza operativa
Quest’ultimo punto è tutt’altro che secondario: un operatore affaticato che effettua controlli di frontiera è un rischio non solo per la sua salute individuale, ma per l’efficienza e la sicurezza dell’intero servizio pubblico.
Il contesto: Entry/Exit System e carenza di organico
La UIL Polizia riconosce che l’introduzione delle nuove modalità dei controlli Entry/Exit System (EES) ha comportato un aumento significativo del carico di lavoro per il personale operativo. Ma è proprio per questo che la situazione non può essere gestita scaricando il peso esclusivamente sugli operatori.
A ciò si aggiunge la cronica carenza di personale già formalmente denunciata dalla nostra organizzazione con nota del 7 marzo 2025: un problema strutturale che non può diventare una giustificazione per comprimere i diritti dei lavoratori e ignorare gli obblighi di legge.
La nostra richiesta
In spirito costruttivo e di piena collaborazione istituzionale, la UIL Polizia chiede al Dirigente della Polizia di Frontiera di avviare una verifica delle attuali modalità organizzative del servizio presso i punti di controllo, adottando tutte le misure necessarie per:
- Garantire le pause previste dall’art. 175 D.Lgs. 81/2008
- Introdurre rotazioni funzionali sistematiche tra gli operatori
- Risolvere le criticità nel pieno rispetto della normativa vigente a tutela della salute del personale
La posizione della UIL Polizia
La salute dei lavoratori non è negoziabile. Chi ogni giorno svolge compiti delicati e ad elevata responsabilità merita di farlo in condizioni che ne tutelino l’integrità fisica e mentale. La UIL Polizia continuerà a vigilare e ad agire perché questo diritto venga rispettat
IL SEGRETARIO GENERALE · Claudio Tripoli
UIL Polizia — Segreteria Provinciale Palermo · palermo@uilpolizia.it
