Democrazia “congelata”: il Governo ignora 3.500 poliziotti. La denuncia di Uil Polizia e Fsp
Il mondo sindacale della Polizia di Stato si trova ad affrontare un attacco frontale ai principi di libertà e rappresentanza. Con un colpo di mano inserito nel decreto Milleproroghe, emanato il 28 marzo 2026, il Governo ha deciso di “cristallizzare” la consistenza associativa delle sigle sindacali ai dati del 2021.
Questa scelta, definita dalle Segreterie Nazionali come una grave alterazione democratica, di fatto cancella la volontà di migliaia di operatori della sicurezza.
Cosa prevede il decreto e perché è un problema
Il provvedimento stabilisce che, fino alla fine del 2026, la rappresentatività sindacale non terrà conto delle nuove adesioni avvenute negli ultimi cinque anni. In termini pratici:
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Viene ignorata la scelta di oltre 3.500 poliziotti che hanno liberamente cambiato o scelto la propria sigla di riferimento.
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Oltre 3.000 di queste adesioni riguardano la Federazione Fsp Polizia, che si vede così negato il riconoscimento della propria crescita reale.
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Si crea un pericoloso precedente in cui la rappresentanza diventa un terreno manipolabile per decreto, scavalcando le normali disposizioni contrattuali.
Le voci della protesta
Il Segretario Generale della Uil Polizia, Vittorio Costantini, ha espresso massima indignazione:
“Siamo di fronte a un atto che non solo mortifica la volontà di migliaia di colleghi, ma mina alla radice la credibilità del sistema di rappresentanza. Congelare i dati al 2021 significa ignorare deliberatamente la realtà”.
Dello stesso tenore le parole di Valter Mazzetti, Segretario Generale Fsp Polizia di Stato, che parla di un comportamento “aberrante” da parte dell’autorità politica:
“Con una legge, il Governo ha scavalcato ogni disposizione contrattuale, ignorando persino le sentenze di TAR e Consiglio di Stato. Si fa pagare ai sindacati l’incapacità delle Amministrazioni di fornire gli strumenti necessari”.
Difendere la dignità sindacale
Questa norma appare priva di motivazioni ufficiali e si configura come un’entrata a “gamba tesa” su temi che dovrebbero essere regolati esclusivamente dal contratto. La Uil Polizia e la Fsp Polizia hanno già annunciato che non arretreranno: la battaglia per il ripristino della legalità contrattuale e per il rispetto delle scelte dei colleghi continuerà in ogni sede opportuna.
Non si tratta solo di numeri o di distacchi sindacali, ma della libertà di ogni poliziotto di essere rappresentato dal sindacato che ha scelto oggi, non da quello che esisteva cinque anni fa.
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